martedì 20 settembre 2016

chiusa una finestra (di Overton) se ne apre un'altra

Minorenne belga subisce l'eutanasia forzata (cioè viene ammazzato dallo Stato) e nessun vescovo - neanche quello di Roma - trova da ridire.

http://www.maurizioblondet.it/tappe-forzate-verso-la-riforma-delle-pensioni-definitiva-eutanasia/


La "civiltà giudeocristiana occidentale dei valori occidentali giudeocristiani": la coalizione dei sudditi dell'americanismo lancia bombe al fosforo:

http://www.maurizioblondet.it/riconoscere-negli-usa-lanticivilta/


A titolo di curiosità: se lavo la macchina più di una volta alla settimana, mi chiamano "igienista ossessionato dalle pulizie". L'Italia è il paese della munnezza, specialmente al centro-sud, ancor più specialmente al sud. Vediamo un esempio fotografico dall'altra parte del mondo (anche in senso figurato):

http://en.rocketnews24.com/2016/09/19/8-reasons-japan-is-so-clean-the-wa-of-cleanliness/

domenica 18 settembre 2016

carismi di plastica: Francescani dell'Immacolata OGM

Per gli ingenui che ancora avessero qualche dubbio:

- se per assurdo fossero veri anche tutti gli scandali di cui sono stati accusati p. Manelli e i suoi collaboratori, perché mai la soluzione è consistita nel ripudiare il Voto Mariano, il voto di Povertà, la mistica francescana, il Summorum Pontificum e tutto il resto che era formalmente approvato dalla Santa Sede?

Dieci giorni fa c'è stata la professione solenne di trenta nuovi frati per una vita religiosa nei Francescani dell'Immacolata che:
non è più quella fondata da P. Manelli con P. Pellettieri,
non è più quella approvata nel 1990 dalla Santa Sede
con il Sommo Pontefice San Giovanni Paolo II,
non è più quella eretta nel 1998, di Diritto Pontificio:
– con il Voto Mariano primario e costitutivo,
– con il Voto della Povertà di San Francesco,
– quella personale e “comunitaria” -,
– con l’ascetica e la mistica francescana (Libro della Santificazione),
– con la Missionarietà secondo l’obbedienza,
– con l’aggiunta del Motu Proprio “Summorum pontificum”.
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2016/09/la-fine-dei-ffi-8-settembre-2016.html

È di fatto una soppressione di un ordine religioso, spazzandone via gli irriducibili fedeli al carisma originariamente approvato, intimidendo tutti gli altri membri e inglobandoli in un ordine decisamente diverso.

E, come già trapelato all'epoca, lo scopo è di farli fagocitare dal comatoso e mummificato ordine dei Cappuccini.

giovedì 15 settembre 2016

promemoria tecnico per chi ha il terrore che "l'islam ci invade"

Il problema non è "l'islam ci invade". Quello è solo il sintomo della malattia, è solo la conseguenza della situazione attuale. Se "l'islam ci invade" è perché trova un vuoto, trova un territorio indifeso e malamente abitato da pochi deboli autolesionisti in perenne crisi d'identità.

La possibilità che "l'islam ci invade" è resa concreta dal suicidio di questa società, suicidio spirituale e materiale, che avviene attraverso l'affievolirsi della fede, i sacrilegi "standardizzati", la strage abortista, le immoralità "legalizzate"...

Se anche per ipotesi riuscissimo a "respingere l'islam che ci invade" (e come? a suon di condivisioni "fate girare" su Facebook?), verremmo comunque invasi da qualcos'altro (chiunque può invadere comodamente una terra di nessuno, in cui non c'è praticamente nessuno, in cui non trova alcuna resistenza, in cui restano solo sporcizia ordinata ed eleganti macerie), perché la così detta "civiltà occidentale" sta accanitamente praticando l'eutanasia su sé stessa.

Promemoria tecnico
per i facinorosi credenti
nel dogma dell'anticomunislam

1) come potete verificare rileggendo le poche righe qui sopra, non avevo detto da nessuna parte che occorre evitare di respingere l'invasione islamica;

2) ho detto invece che anche nell'utopica ottimistica ipotesi di riuscire a respingerla, resterà il vuoto - e un vuoto viene inevitabilmente riempito da qualcos'altro (e non certo di positivo);

3) e ciò avverrà perché il "sistema immunitario" dell'Occidente è praticamente morto (vedi riga evidenziata in giallo): Lepanto, Vienna, ecc., ci sono state perché c'era un vero popolo con una vera fede. Oggi, nell'Occidente Giudeocristiano dei Valori Giudeocristiani, cosa c'è?

martedì 13 settembre 2016

simboli che sopravvivono a lungo ai cambiamenti politici


Sulla sommità delle torri Borovickaja, Troickaja, Nikol'skaja e Spasskaja del Cremlino di Mosca, fino a novembre 1935, c'era l'antico stemma russo dell'aquila bicipite (foto qui sopra, le due teste rappresentano l'Oriente e l'Occidente), stemma imperiale della dinastia Romanov fino al 1917.


Nonostante i desideri di Lenin (morto a gennaio 1924), le condizioni economiche del paese non permisero di realizzare il progetto di sostituirla con la stella rossa.


Il comunismo ebbe bisogno di diciotto anni di tempo per spazzar via lo stemma imperiale.

Fu infatti nell'agosto del 1935 che Stalin deliberò la sostituzione dell'aquila bicipite col simbolo della stella rossa e la falce e il martello, questi ultimi coperti da diversi chilogrammi di pietre preziose, il tutto (con un peso totale di diverse tonnellate) col progetto di un basamento girevole per permettere di ammirarla da qualsiasi direzione.


Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1992-1993, lo stemma della Federazione Russa (così come quello presidenziale russo) è tornato ad essere l'aquila bicipite.

Ma ventiquattro anni dopo, sulle torri del Cremlino, c'è ancora la stella rossa fatta installare da Stalin.


lunedì 12 settembre 2016

foto

Donna russa ripara un'immagine sacra a cui i sovietici, in odio alla fede, avevano deturpato e cancellato i volti. La foto è stata scattata da un ufficiale nazista durante la campagna di Russia.


domenica 11 settembre 2016

l'autoattentato americano di quindici anni fa

L'11 settembre 2001 è cominciata la guerra tra buoni e cattivi, cioè tra la sudditanza americanista e il resto del mondo, guidato dall'islam.

L'islam, in quel giorno, mette a segno un gran colpo, aggirando in modo improvviso e plateale tutti i sistemi di sicurezza della maggior potenza militare del mondo, come neanche nei film di guerra più avventurosi.

I perfidi Rambo musulmani distruggono le Torri Gemelle ed il WTC7: tre grattacieli con soli due aerei (dunque anche Maometto sa ottimizzare le risorse).

Gli aerei erano guidati da terroristi bravissimi: infatti, pilotare quegli aerei - per di più in quel modo acrobatico e complesso - normalmente richiede migliaia di ore di volo di esperienza e almeno sei mesi di training intensivo (oppure un sistema di teleguida a terra, che l'industria bellica USA pubblicizzava in pompa magna appena sei mesi prima degli attentati).

I terroristi piloti invece si erano esercitati solo in una scuoletta di volo domenicale, senza però riuscire a prendere neppure un diplomino per un aereo biposto ad elica.

Per puro caso, le Twin Towers erano state assicurate contro gli attentati, pochi mesi prima, con un premio di diversi miliardi di dollari, che da solo sarebbe più che sufficiente a ricostruirle.

Per un altro puro caso, nel 2000 le Twin Towers erano state proposte per la demolizione a causa dei costi proibitivi per il rifacimento dei 130 ascensori di ciascun grattacielo e per lo smaltimento di tutto l'amianto (che era ancora legale al momento dell'edificazione delle torri).

Molti altri "puro caso" esistono, per esempio il ritrovamento, ai piedi delle torri gemelle, del passaporto intatto di uno dei terroristi (che ha resistito ad esplosioni, impatti, fuoco e fiamme): grazie a quello, si è stabilito con certezza la dinamica dell'intero attentato in meno di tre giorni.

Oppure la sorprendente inutilità delle "scatole nere": caso unico nella storia degli incidenti aeronautici, 6 delle 8 "scatole nere" sono scomparse nel nulla, le altre 2 sono state ritrovate ma risultano mute.

Ma il prodigio maggiore è stato il crollo perfettamente verticale delle Twin Towers. Colpite lateralmente, cadono verticalmente, con lo stesso effetto di una demolizione controllata: un caso unico nell'intera storia dell'ingegneria edile.

In quello stesso 11 settembre 2001 l'islam ha messo a segno un altro colpo: il Pentagono.

L'aereo che doveva colpire il Pentagono effettua una manovra impossibile a bassa quota: anziché scendere normalmente e colpire il prima possibile (dove c'erano gli uffici degli alti esponenti del governo USA), fa una lunghissima e stranissima virata di oltre tre quarti di giro, in modo da arrivare a colpire perfettamente l'unica ala inutilizzata del Pentagono, che in quel momento era in ristrutturazione.

L'aereo islamico che colpisce il Pentagono, benché largo parecchie decine di metri, lascia un buco di pochissimi metri di diametro, lascia le finestre circostanti annerite ma coi vetri intatti, e non lascia nessun segno a terra: nel prato, pulito e ordinato, verrà ritrovato solo mezzo metro di lamiera strappata, senza segni di bruciature e con la rivettatura (la fila di bulloni) disposta verticalmente anziché orizzontalmente come nell'aereo vero.

Uno dei suoi motori a turbina, normalmente di un paio di metri abbondanti di diametro, viene ritrovato alquanto rimpicciolito (mezzo metro), come se appartenesse a ben altro tipo di velivolo. In compenso gli altri motori e le decine e decine di metri cubi di carburante e tutto il resto dell'aereo e dei suoi occupanti, si dissolvono istantaneamente nel nulla.

Ma l'islam aveva in serbo un quarto aereo, da mandare sulla Casa Bianca. Ce ne parla, in modo particolarmente "veritiero", il film che racconta dell'eroica fine degli eroici passeggeri che telefonano a casa per dire che abbatteranno l'aereo.

Il quarto aereo, infatti, precipita in un campo di fronte ad un boschetto, lasciando sul terreno solo una bruciatura di un paio di metri scarsi di diametro. La recinzione delle forze dell'ordine racchiude l'area colpita entro un raggio di una ventina di metri (contro i settanta metri e passa delle dimensioni dell'intero aereo).

Grazie alla televisione ed ai giornali, abbiamo subito saputo chi erano i terroristi, e abbiamo subito saputo che un miliardo di maomettani non vedono l'ora di fare altrettanto.

La guerra al terrorismo non conosce confini, specialmente televisivi.

Oggi il "nemico del popolo" è il terrorista qualificato come tale dalla TV e dai giornali.

Noi non crediamo al vergognoso "complottismo", che pretende di dirci che la "verità ufficiale" generosamente ammannitaci dai potenti della Terra non sarebbe la verità.

Noi siamo astuti, a noi non la si fa. Noi ci informiamo, leggendo attentamente i giornali, seguendo religiosamente i notiziari televisivi. Noi applichiamo il motto Roma locuta, causa finita, chiamando "Roma" la narrativa ufficiale, e disprezzando come "complottisti" i non credenti nella narrativa ufficiale.

Noi prestiamo particolare attenzione ai videomessaggi, alle lettere, ai messaggi audio dell'infinita schiera di luogotenenti del rinomato Osama Bin Laden, che dopo l'11 settembre 2001 è diventato un eccellente produttore e distributore di videoclip.

Noi sappiamo che televisione e giornali non ci mentono mai, e che la politica non ci mente mai, nemmeno quando sono in gioco interessi grandissimi, tranne quando si tratta delle piccole beghe tra provincialotti.

Infatti, in questa "guerra di percezione" cominciata l'11 settembre 2001, chi non crede alla verità ufficiale dev'essere per forza un fiancheggiatore dei terroristi, un ideologico sostenitore del comunislam, un complottista, un cretino.

Nel frattempo gli anni passano, la memoria si affievolisce, i "complottisti" si annoiano a ripetere le stesse cose, e i libri di storia possono celebrare l'anniversario del Famoso Colpaccio dei 19 Beduini contro la Libertà e la Pace.



Qualche nota a margine sugli attentati terroristici dell'11 settembre 2001, per evitare che quel giorno resti la fiaba dogmatica-sentimentale dei nostri anni.



(1) Qualcuno sapeva. Anzi, molti sapevano.

11 luglio 2001, due mesi prima degli attentati: funzionari dei servizi segreti USA avvisano i servizi segreti russi di un attacco USA contro l'Afghanistan, pianificato per l'ottobre successivo.

6 agosto 2001: l'ambasciatore tedesco in USA avvisa Bush che i servizi segreti tedeschi, intercettando comunicazioni di ambasciatori israeliani, hanno saputo di un grosso attacco previsto per il 10-11 settembre successivo. Bush risponde che era già al corrente degli imminenti attacchi.

12 agosto 2001, un mese prima degli attentati: un tenente della Marina USA, in carcere in Canada per frode, consegna una busta sigillata alle autorità carcerarie con l'incarico di aprirla il 14 settembre 2001. La busta viene protocollata. Quando verrà aperta il 14 settembre, vi si leggerà una precisa profezia: "charged World Trade Center with planes" ("è stato attaccato il WTC utilizzando aerei").

20 agosto 2001: Putin ordina ai servizi segreti russi di avvertire i servizi USA "nei termini più forti possibili" di imminenti attacchi ad aeroporti ed edifici pubblici.

fine agosto 2001: la ZIM, società di trasporti israeliana (il 50% è proprietà del governo israeliano) con sede nelle Torri Gemelle, trasloca in un'altra città. Il giornale israeliano Jerusalem Post, il 13 settembre, titolerà "i lavoratori della ZIM salvati dalla riduzione dei costi": in realtà il trasloco era stato improvviso e sprecone, visto che la ZIM a suo tempo aveva pagato anticipatamente l'affitto fino a tutto dicembre 2001. Si spargerà anche la voce (mai verificata) che migliaia di ebrei che lavoravano nelle Torri Gemelle si erano messi in ferie proprio quel giorno, salvando la vita.

6-7 settembre 2001: alcuni speculatori di borsa scommettono al ribasso sul valore delle azioni della American Airlines e della United Airlines, le compagnie aeree che vedranno i loro aerei dirottati e lanciati alla distruzione.

11 settembre 2001: all'alba, alcuni addetti della Odigo USA, un'azienda specializzata in messaggistica Internet, ricevono un breve messaggio da loro amici in Israele che li avvisa dell'attacco imminente.

Insomma, qualcuno "sapeva", anzi, molti "sapevano". Ma queste notizie, comparse nei giornali a settembre-ottobre 2001, sono poi state dimenticate. Nessuna indagine. Nessuna inchiesta. Nessuno ricorda più.

Chi chiede indagini su queste cose, anzi, chi semplicemente ricorda queste cose, viene etichettato spregiativamente "complottista".


(2)  George Bush non voleva saperne niente.

La mattina dell'11 settembre 2001 George Bush era in visita ad una scuola elementare.

Continua a parlare di allegre caprette ai bambini della scuola, mentre gli attacchi terroristici erano in corso. Nella trasmissione in diretta TV si vede il suo capo-staff sussurrargli qualcosa all'orecchio poco dopo le nove (quando il secondo aereo si è schiantato sulla seconda Torre). Bush non dice niente, e continua a parlare di caprette (eppure, con attentati del genere, c'era da pensare che il prossimo bersaglio potesse essere proprio lui).

Solo mezz'ora dopo il secondo attentato alle Torri Gemelle, cioè alle 9:30, Bush fa la sua prima dichiarazione: "ha avuto luogo un'aggressione terroristica all'America".


(3)  Le procedure mancate.

In campo aeronautico la sicurezza ha un che di paranoico perché i cieli sono alquanto affollati (si veda per esempio FlightRadar24). Tutto ciò che vola è soggetto a leggi ferree, che diventano sempre più rigorose col passare degli anni: un sistema pressoché a prova di errore.

Per esempio, se nel volare su territorio americano un aereo devia dalla rotta prefissata, si attivano tutte le procedure di emergenza (in volo e a terra). Se per tre-quattro minuti l'aereo non risponde alla Torre di Controllo a terra, si allerta l'Air Force, che ha dei caccia sempre pronti al decollo 24 ore su 24, che intercettano l'aereo "fuori rotta" con l'ordine di abbatterlo se non rientra subito in rotta: si tratta di procedure standard, non c'è bisogno di chiamare al telefono il presidente.

Non è raro un caso del genere. Era già successo nel 1999. Alle 9:33 del mattino un pilota di aereo privato (il solo occupante dell'aereo) va fuori rotta, la Torre di Controllo lo richiama, nessuna risposta. Alle 9:38 decollano due caccia F-16 dall'aeroporto più vicino, e alle 9:45 gli sono a fianco, a dodicimila metri di quota. È la procedura. Ed è successo di nuovo a giugno 2005, per un falso allarme dirottamento di un volo Londra-New York, prontamente affiancato da due caccia F-18.

Le procedure sono tanto più rigorose quanto più è grosso l'aereo fuori rotta.

L'11 settembre le procedure sono state disattese o hanno avuto ritardi fatali.

Nessuno si insospettisce del fatto che la mattina dell'11 settembre il "volo 11" devii di rotta di oltre novanta gradi e non risponda alla Torre di Controllo per oltre diciotto minuti. Solo dopo diciotto minuti vengono allertati i militari. Per di più, allertati nella base più lontana, non quella più vicina. E il primo caccia decollerà solo quando il disastro è già avvenuto sulla prima delle due Torri Gemelle, e arriverà in loco solo parecchi minuti dopo che il secondo aereo ha colpito la seconda Torre.

Nota: gli aerei che hanno colpito le Torri Gemelle volavano a una velocità tale (oltre 450 km/h: cioè oltre 125 metri al secondo) che un errore minimo sarebbe bastato all'aereo per mancare l'obiettivo di parecchie decine di metri.


(4)  Non solo le Torri Gemelle: anche la Casa Bianca.

Il "volo 93" risulta ufficialmente dirottato alle 9:16, circa un quarto d'ora dopo che le Torri gemelle sono state colpite.

Si sfracellerà al suolo nelle campagne, cinquanta minuti dopo che a terra si sapeva del dirottamento; solo dieci minuti dopo arriveranno finalmente i caccia supersonici sul posto.

Nonostante l'allarme, e nonostante ci fosse tutto il tempo, la Casa Bianca non è stata fatta evacuare. E sul posto, nel prato, resta solo un buco bruciacchiato di quattro o cinque metri di larghezza. E attorno al buco l'erba è ancora verde, non è bruciacchiata (nonostante l'aereo avesse in teoria almeno ventimila litri di carburante a bordo).

La storia degli "eroi" che combattono i "dirottatori" fino a far precipitare il proprio aereo verrà confezionata originariamente dalla rivista di moda "Vanity Fair", poi ripresa da altri giornali, e infine diverrà anche un film.


(5)  Non solo le Torri Gemelle: anche il Pentagono.

Il "volo 77", decollato da Washington, compie alle 8:46 un'inversione (virata di 180 gradi) e punta di nuovo su Washington. Alle 9:00 il transponder viene spento. Solo venti minuti dopo vengono allertati i militari, e solo sette minuti dopo ci sarà l'ordine di decollo per i caccia per intercettarlo, ma sarà troppo tardi.

Arrivato nei pressi del Pentagono, ciò che viene chiamato "volo 77" compie una manovra arditissima (scende con un percorso a spirale), vola rasoterra (senza alcun disturbo da vortici e turbolenze) e colpisce frontalmente l'unica ala del Pentagono dove non c'era personale governativo.

Lascia un buco di 3-4 metri di diametro, e praticamente scompare nel nulla (non si trovano i resti dei corpi, dei sedili, dei motori di due metri di diametro -cinque tonnellate ognuno-, delle ali), ad eccezione del "naso" dell'aereo che attraversa tre ali del Pentagono (abbattendo nel frattempo un centinaio di colonne di cemento armato). Venti delle ventisei finestre dell'ala restano coi vetri intatti.

Se invece di fare all'ultimo momento il virtuosismo tipicamente militare della manovra "a spirale" fosse sceso normalmente, avrebbe colpito dai tetti l'ala del Pentagono dove c'erano tutti i principali membri del governo e della sicurezza USA.


(6)  Le cosiddette indagini.

I servizi segreti USA (cioè FBI e CIA: i migliori servizi segreti del mondo) negano di aver mai avuto minimo sentore di quel che sarebbe successo l'11 settembre.

Due giorni dopo l'11 settembre l'FBI pubblica la lista dei 19 terroristi dirottatori, le loro biografie, i loro spostamenti in USA, le scuole di volo nelle quali si erano addestrati a pilotare aerei.

Scuole di volo private domenicali, dove non si impara certo a pilotare un jet da cento tonnellate, nelle quali tutti i giornalisti che vi si sono fiondati a intervistare scoprono che i terroristi non erano stati capaci di far volare correttamente neppure un piccolo biplano a elica.

In compenso i terroristi hanno seminato tracce dappertutto, bevendo alcolici in un locale di spogliarelli, bestemmiando, lasciando una copia del Corano nel locale, nel baule dell'auto, dei manuali di volo in arabo nell'auto che avevano noleggiato con carta di credito: come se volessero farsi notare a tutti i costi.

Nessuno tenterà di indagare seriamente sulla società ICTS, con sede in Olanda ma posseduta da israeliani (e quasi tutto il personale è israeliano), società a cui è appaltata la sicurezza degli aeroporti di Boston (da dove erano decollati gli aerei dirottati).


(7)  Il caso "antrace".

Nei primi giorni di ottobre 2001 cinque buste contenenti spore di antrace vengono recapitate a membri dell'opposizione del congresso USA.

Immediatamente viene accusato Saddam Hussein di produrre antrace e di usarlo contro gli USA. Nessuno si preoccupa di spiegare come mai l'antrace venga recapitato ad alcuni parlamentari dell'opposizione. Che senso ha? Sarebbe come se durante il governo Berlusconi, Saddam avesse mandato antrace a un paio di deputati rifondaroli.

A causa delle lettere all'antrace, il Congresso viene chiuso per diversi giorni nei quali Bush emana una serie di leggi di emergenza, fra cui il Patriot Act sulla riduzione delle libertà civili, passandolo senza votazioni e senza discussioni. In nome della "lotta al terrorismo" sono previste incarcerazioni senza accusa, intercettazioni senza limite, riduzione dei diritti individuali, etc. Dopo vari rinnovi, resterà in vigore almeno fino al 2019.

A dicembre 2001 salterà fuori sui giornali e in TV che l'antrace in questione era troppo complesso per essere sintetizzato da Saddam, e che poteva essere stato prodotto solo dai laboratori militari USA (alla faccia delle firme sui trattati contro le guerre batteriologiche). E il caso "antrace" sparirà automaticamente dai media e dalla memoria collettiva.


(8)  Gli israeliani danzanti.

L'11 settembre 2001 cinque uomini osservavano dal tetto di un edificio le Torri Gemelle in fiamme, e ballando e festeggiando si filmavano e fotografavano facendo il segno "V" con le dita.

Una cameriera li vede, li segnala alla polizia, vengono arrestati. Sono cinque cittadini israeliani, tutti con il visto di entrata in USA scaduto.

Vengono brevemente interrogati (non diranno nient'altro che: "non siamo noi il vostro problema: gli arabi sono il vostro problema") e poi subito espulsi dagli USA per "visto scaduto", nonostante sia appurato che alcuni di loro erano ex membri del Mossad (servizi segreti israeliani).

In pochi mesi verranno espulse oltre centoventi "spie israeliane", anche se le notizie in merito non arriveranno sui giornali italiani.


(9)  Speculatori sulla morte.

Anonimi speculatori scommettono in borsa sul ribasso delle compagnie aeree colpite, ma anche sulle compagnie assicurative.

Già all'epoca era attivo un servizio informatico (disponibile alla polizia USA) per conoscere ogni più piccolo movimento finanziario di chiunque abbia a che fare con la Borsa. Ma nonostante i prevedibili risultati clamorosi, nessuna indagine ha toccato l'argomento, nessuno speculatore è stato mai arrestato.

Ad aprile 2001 due finanzieri ebrei avevano stipulato un contratto di affitto per 99 anni il World Trade Center (prendendone possesso a fine luglio), con una enorme polizza assicurativa contro gli attentati terroristici, che ovviamente ha ripagato ampiamente l'investimento fatto (si trattava di pagare 115 milioni di dollari l'anno di affitto, mentre il risarcimento per gli attentati è stato poco sopra i sette miliardi di dollari; il caso è famoso perché l'investitore israeloamericano era riuscito per breve tempo a farsi riconoscere le due Torri come colpite da due attentati diversi, raddoppiando perciò il premio).

E dire che ad aprile 2001 non doveva sembrare un affarone, visto che c'erano da sostituire tutti gli ascensori (centotrenta per ognuna delle due Torri Gemelle) e da togliere qualche migliaio di tonnellate di amianto (operazione costosissima, per la quale l'ultimo bando di gara era stato inutilmente emesso nell'ottobre 2000). La distruzione delle Torri ha liberato nell'aria migliaia di tonnellate di amianto polverizzato, ma nessuno verrà indagato perché "la colpa è dei terroristi".


(10)  Atti di autoaggressione degli USA: qualche precedente storico.

1898: la corazzata americana Maine esplode e cola a picco nel porto dell'Avana; muoiono 266 marinai. Washington accusa le autorità spagnole (Cuba apparteneva allora alla Spagna), seguì la breve guerra in cui gli USA strapparono alla spagna Cuba e le Filippine. Molti decenni più tardi si appurerà che erano stati gli americani stessi a provocare l'incidente.

1915: il transatlantico Lusitania viene silurato da un sommergibile tedesco: 1198 morti, tra cui 138 americani. Pertanto gli USA entrano nella prima guerra mondiale. Molti storici affermano che il Lusitania è stato deliberatamente esposto dagli inglesi ai siluri tedeschi per trascinare gli USA in guerra.

1940: il presidente USA Roosevelt decreta l'embargo petrolifero globale contro il Giappone; il Giappone si offre perciò di uscire dall'Asse (perché ha riserve petrolifere molto limitate), ma l'embargo non viene tolto e vengono addirittura congelati i beni giapponesi in USA: segue perciò nel 1941 l'attacco di Pearl Harbor (4500 tra morti e feriti), e dunque gli USA entrano in guerra. È ormai accertato che Roosevelt spostò la flotta nel Pacifico (anziché nelle basi sulla costa USA o alle Hawaii) allo scopo di provocare i giapponesi all'attacco.

1962: i vertici della Difesa USA studiano strategie per fabbricare prove contro Cuba per avere un pretesto per invaderla (dopo il fallito tentativo della Baia dei Porci). L'ipotesi più gettonata è far volare un "aereo duplicato, con passeggeri selezionati, imbarcati sotto nomi falsi" da distruggere a distanza per poi addossare la colpa a Cuba: Kennedy si rifiutò. Pochi mesi dopo venne assassinato in circostanze tuttora non chiare.

2000-2001: nel settembre 2000 il PNAC (Project for a New American Century), istituto strategico dei politici neocon americani, si augurava "un evento catastrofico e catalizzatore, una nuova Pearl Harbour", per attivare una nuova politica interna ed estera dal carattere più aggressivo, risvegliando l'apparato militare e le lobby petrolifere. Creare cioè un nemico inacchiappabile (come nei cartoni animati) in modo da poter muovere guerra ovunque nel mondo, per proteggere o promuovere gli interessi di determinate lobby: basta che i media vi additino la presenza di "terroristi", basta far saltare qualche bomba di tanto in tanto nei posti giusti, e i mass-media completeranno l'opera.



Quanto riportato in questa pagina non è frutto di ipotesi: sono notizie comparse sui giornali e in TV (per lo più da fonti ufficiali e non sospettabili di "complottismo").

Solo che nella pioggia martellante quotidiana di notizie, ci siamo assuefatti, e dimentichiamo stasera quel che abbiamo sentito stamattina, a meno che la TV non ce lo riproponga in modo martellante.

Se chiedete a qualcuno "cos'è l'11 settembre?" vi risponderà che dei "terroristi islamici" hanno abbattuto le Torri Gemelle. Di tutto il resto (Pentagono, WTC7, antrace, etc) nulla. L'icona sacra delle Torri in fiamme è ormai acquisita alle credenze popolari intoccabili (pena l'essere dichiarati "cospirazionisti"), un vero dogma di fede, i cui talebani più infoiati amano fregiarsi dell'etichetta di debunkers.

Per informazioni, fonti e foto, consiglio il sito web:

http://xoomer.virgilio.it/911_subito/immagini_eloquenti.htm

venerdì 9 settembre 2016

commissariamenti: l'Istituto del Verbo Incarnato (IVE)

A metà luglio 2016 si è tenuto a Roma il settimo Capitolo Generale dell'IVE, con l'imbarazzante presenza di presidenti e visitatori vaticani, la nomina obbligatoria di tre padri scelti dalla Santa Sede per il governo generale dell'Istituto (metà della squadra), e l'azzeramento della carriera di tutti i padri provinciali e del consilio generale dell'Istituto. Praticamente un commissariamento.

Il fondatore, padre Buela, non nuovo a guai e dimissioni forzate, era già stato licenziato a maggio 2010 (e successivamente esiliato a Genova) col divieto di interferire nella vita dell'IVE, a causa di denunce per abusi sessuali, per materia "di autorità e di coscienza" e altre sciccherie (manipolazione dell'elezione del suo successore, calunnie sul commissario pontificio e su padri a lui sgraditi, malversazioni economiche, abusi con l'alcool, tra cui l'invitare i seminaristi a una bevutina in camera sua e a passar lì la notte, ecc).

I problemi dell'IVE cominciano con la fretta di accalappiare vocazioni (al punto che quattro quinti dei novizi abbandonano - o vengono espulsi - prima di arrivare al sacerdozio, mentre la metà dei 350 preti ordinati nell'Istituto ha lasciato poco dopo l'ordinazione, e se ne scappò persino un superiore generale), passando per la prassi di far confessare i novizi dal rettore (confusione foro interno/esterno), a cui si aggiungono problemi relativi a studi approssimativi, superiori giovanissimi (preti sui 25 anni o addirittura seminaristi) quando non suore di professione temporanea, ecc.

Qualcuno tenta timidamente di indorare la pillola dicendo che la mazzata all'IVE sarebbe dovuta anche a quelle «tendenze esagerate alla “sicurezza” dottrinale o disciplinare», che tanto fa infuriare il Bergoglio (sia da vescovo che da pontefice), sebbene - dicano i critici - sia piuttosto un'ortodossia "di facciata".

Segnalo perciò il sito web IVE Info, che si presenta così:
L'IVE si è sforzato parecchio di presentarsi come una comunità crescente, gioiosa e ortodossa. Sfortunatamente non è così. I suoi seminari sono posti infelici in cui vige una formazione del tutto discutibile. Il risultato è che c'è un'enorme attrito sia fra i preti che fra i seminaristi. Basti dire che sono in tanti a restarne feriti...

Insomma, noi desideriamo darvi le informazioni che avremmo voluto avere prima di entrare nell'IVE.
Il sito è questo (in lingua inglese): http://www.iveinfo.org

Le pagine di quel sito risultano sorprendentemente equilibrate, senza accenni di tifoserie, rancori, ideologie o vendettine personali.

Quanto alle "numerose" vocazioni, è perché accettano con estrema facilità - per esempio, i cinque tipi di vocazioni prontamente accettate nell'IVE sarebbero:
  1. immigrati illegali
  2. ultratrentenni che non vogliono diventare diocesani
  3. ultracinquantenni, cioè troppo anziani perfino per le diocesi
  4. ex seminaristi, cioè mandati via da altri seminari
  5. soggetti problematici (problemi mentali, mancanza dei sacramenti, ecc.)
La foga con cui accettano vocazioni è speculare a quella con cui bramano donazioni e benefattori.

Interessante, per esempio, anche una lettera (in inglese) di uno che ha fatto il noviziato a Segni e Montefiascone proprio negli anni in cui conoscemmo a Roma quel loro giovane sveglio rettore; ne segnalo alcune delle critiche:
  1. i formatori dell'IVE non distinguono il foro interno dal foro esterno
  2. non seguono il loro stesso statuto quanto alle norme interne
  3. hanno attività di lavoro comunitario anche di domenica e festività solenni
  4. la "schiavitù Mariana", esiste di fatto solo sulla carta
  5. in caso di necessità, accorciano l'adorazione eucaristica ma mai gli orari di lavoro
  6. ripetono sempre che il maggior ostacolo alla vocazione è la famiglia
  7. per le infrazioni ci sono punizioni come una settimana di turni in cucina, e magicamente il delatore non viene mai punito
  8. i superiori scrivono su una lavagna quanto costa mantenere ogni singolo seminarista, in modo da far pressione sui seminaristi per invogliarli a mobilitare parenti e benefattori a far donazioni
  9. favoritismi interni: alcuni seminaristi con camera singola, altri in camerate da dieci-dodici letti
  10. preti e diaconi hanno cibo di miglior qualità rispetto a quello dei dei seminaristi... e ne mangiano davanti a loro
  11. non si parla mai dei fuoriusciti, anzi, il superiore ne parla male
  12. si insegna il tomismo (cosa buona) ma in maniera esasperata (contrapposto al Magistero)
  13. mancanza di privacy: camerate e sale di studio da 10-12 persone, telefonate monitorate, email controllate...
  14. quando la comunità va in gita (praticamente ogni mese, e spesso anche in Argentina, località sciistiche, ecc.), restano in sede a lavorare quelli che non possono pagarsi il biglietto
  15. vengono piazzate "missioni" quasi esclusivamente nei posti dove c'è speranza di trovare benefattori e vocazioni
  16. molti vivono nel terrore di essere cacciati via da un momento all'altro, e soffrono in silenzio in attesa del momento dell'ordinazione sacerdotale.
C'è anche il dover consegnare ai superiori tutti i propri soldi, dopo essersi pagati a spese proprie la talare e i viaggi ("chiedete ai vostri benefattori!"), e perfino le giornate in cui cercarsi un benefattore. Ovvio che se la famiglia dona continuamente soldi, il discernimento del candidato è sicuramente positivo.

E poi c'è la solita serqua di menu miseri e cibi scaduti ai seminaristi, che vengono trattati come camerieri dei preti dell'istituto, le novizie trattate come chauffeur, il divieto di inginocchiarsi alla Comunione, la spiritualità descritta come un elenco di numeri e di successi e una lista di fervorini generici, ecc.

In breve: dietro l'allegra e "ortodossa" facciata e lo svolazzo di talari, è la solita "nuova comunità" che ha come fine il permettere la bella vita ai suoi preti.

venerdì 2 settembre 2016

il diavolo e l'acqua santa

Preti che ammazzano preti (stavolta non in senso metaforico).
Preti condannati per aver molestato chierichette.
Preti fuggiti coi soldi della cassa della parrocchia.
Preti che convivevano con l'amichetto del cu...ore.
Preti che si fanno tatuare, o che fanno i barman in locali notturni.
Preti pedofili.
Preti arrestati per furto di libri antichi.
Seminaristi e preti che posano nudi su Facebook.

E chi è che accoglieva giulivo tutta questa gente?

Il vescovo tanto amato dai tradizionalisti più coglioni (quelli che per un po' di latino e di svolazzi di talare vanno in brodo di giuggiole).

http://www.lastampa.it/2016/09/01/vaticaninsider/ita/news/papa-francesco-rimuove-il-vescovo-di-albenga-oliveri-subentra-borghetti-bw2NTZNn5YaGlgVwmo8ZSJ/pagina.html


Il Papa ha «accettato le dimissioni» di Oliveri, cioè lo ha licenziato definitivamente.

Oliveri lascia in eredità al suo successore la diocesi italiana con la più forte lobby dei preti gay (almeno una quarantina di preti gay), tra i quali tanti "tradizionalisti soft" (che vanno a trastullarsi nelle -ehm- saune di Nizza, quando non nelle Dark Room romane).

Per chi ha la memoria corta: già nel 2010 era stato proposto ad Oliveri un incarico di prestigio a Roma (nientemeno che all'Ecclesia Dei) pur di non fargli continuare la sua -ehm- "opera". Niente da fare, ha voluto rimaner lì, e recentemente si era scelto come segretario un prete che era stato arrestato per furto di libri antichi.

http://www.repubblica.it/vaticano/2016/09/01/news/pedofilia_oliveri-147004648/

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/09/22/AMXCNe4D-modello_vescovo_incubo.shtml

mercoledì 31 agosto 2016

italioti

Un articolo che andrebbe fatto studiare anche nelle scuole:

http://www.maurizioblondet.it/corruzione-magari-peggio-invincibilmente-stupidi-arretrati/


«I bravi religiosi avevano steso una mano e quelli [i sopravvissuti] glie l’avevano morsicata, rabbiosi»... il falso Dio vaticansecondista:

http://www.maurizioblondet.it/quella-sinistra-rabbia-si-sente-ad-amatrice/


Passiamo alle comiche: la patinata ed elegantissima rivista dell'ISIS (cioè degli USraeliani) lamenta che Bergoglio tradisce la fede cattolica (ma pensa un po' come sono filosoficamente teologici questi "terroristi": beduini che si cimentano nella pensosa e meditabonda lettura di una coloratissima e pomposa rivista in caratteri occidentali):

http://www.radiospada.org/2016/08/persino-la-rivista-ufficiale-dellisis-riconosce-bergoglio-tradisce-la-dottrina-cattolica/


A proposito, come mai finora l'ISIS si è guardata bene dal minacciare l'Unica Democrazia del Medio Oriente?

http://www.maurizioblondet.it/non-distruggete-is-ci-serve-ancora-sbotta-professor-ifraim/

venerdì 26 agosto 2016

novità dalla Nazione più Morale del Mondo

Notizia dagli USA, maestri del non combattere ad armi pari (e soprattutto del fare in modo che i così detti "attentatori solitari" crepino prima di poter essere interrogati): per far fuori un tizio, gli hanno mandato un robottino telecomandato con bomba a bordo.

Oh, certo, era giustissimamente necessario per abbattere "un cecchino che sparava sui poliziotti", già, proprio così, proprio come ad Hiroshima e Nagasaki settantun anni fa, che all'uopo vennero temporaneamente definiti "importanti obiettivi militari":

http://www.theregister.co.uk/2016/07/08/police_robot_kills_dallas_shooting_suspect/

Si vede che non avevano un'autovettura blindata a portata di mano. Lo spirito guerresco americano consiste nella pura forza bruta, nell'annichilimento di chi viene qualificato come avversario, e naturalmente nella fabbricazione di alibi a posteriori. Così, ogni volta che le forze dell'ordine useranno usare le bombe contro civili, verrà ricordato questo utile precedente (dopotutto i prossimi mesi saranno incandescenti, a causa delle elezioni e delle misure impopolari che seguiranno). E voialtri benpensanti che credevate che le bombe fossero esclusiva di cartelli messicani, mafie siciliane, brigatisti rossi e terroristi islamici...

Postilla: sempre a proposito di robot, ecco una geniale idea degli australiani per diminuire le "gravidanze indesiderate" delle ragazzine adolescenti. Basta farle smanettare con robot a forma di bambino simulanti realisticamente le emergenze "giallo, marrone, ruttino, piagnisteo".

Risultato della sperimentazione: misero fallimento. Le ragazzine che hanno giocato col robottino avevano gravidanze e aborti procurati in misura addirittura doppia rispetto a quelle che non avevano giocato.

http://www.theregister.co.uk/2016/08/26/robot_babies_dont_stop_teen_pregnancies/

venerdì 22 luglio 2016

il fazzoletto insanguinato di Merdjugorje

La storia, in sintesi, sarebbe questa: il tassista, che, come riferirà Vicka, "tornava da Medjugorje, dalla parte di Cerno" [J. Bubalo, Mille incontri, cit. p. 144: quindi la "veggente" lo presenta come un episodio vero e concreto] incontra per strada Gesù, che gli consegna un fazzoletto insanguinato dicendogli di buttarlo nel fiume. Proseguendo, lo stesso tassista incontra la Madonna, che si fa consegnare il fazzoletto insanguinato e poi gli dice che se lui l’avesse invece gettato nel fiume, ci sarebbe stata la fine del mondo.
http://www.marcocorvaglia.com/medjugorje/il-fazzoletto-insanguinato.html

Praticamente dice che occorre disubbidire a Gesù e ubbidire alla "Gospa".
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giovedì 21 luglio 2016

autoghettizzazione in una fortezza WASP

Qualche giorno fa sono stato ospitato in un appartamento nella "Milano 3", che grosso modo è considerabile una "fortezza WASP" in territorio italiano (vedi articolo qui sotto). Silenziosa, pulita come un cortile svizzero, ordinata, immersa nel verde, vigilanza discreta ma sempre in giro, persino una fermata di autobus (che passa però a richiesta: se nessuno pigia il pulsante, l'autobus di linea non allunga il suo giro fin lì), e un'unica lunga strada di accesso che rende complicato l'intrufolarsi degli estranei:

http://www.eugeniobenetazzo.com/autoghettizzazione-unica-difesa/


giovedì 14 luglio 2016

tragicomici scivoloni: i neo-FFI

Narrano le leggende di Merdjugorie che la leggendaria "Gospa" un giorno sarebbe apparsa sotto forma di diavolo fiammeggiante, per poi - pochi istanti dopo - dire: oops, scusate, non è niente, non preoccupatevi.

Dev'essere capitata la stessa cosa ai neo-FFI, che hanno pubblicato una citazione di un Profeta (ehi, un Profeta, mica noccioline!)... e indovinate quale profeta? un certo Joseph Smith, il fondatore dei mormoni. E subito dopo: oops, scusate, non è niente, non preoccupatevi.

http://www.lastampa.it/2016/07/13/blogs/san-pietro-e-dintorni/ffi-mormoni-e-massoni-J4XAUKLuR0eoLf1lQ0UoMJ/pagina.html

https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2016/07/nuovi-ffi-mormoni-e-massoni-ma-intanto.html